venerdì 12 agosto 2011

Utopia!? Spero proprio di no!

"Altrove si parla tanto di interessi pubblici ma poi ci si dedica esclusivamente a quelli privati, mentre laggiù, non essendoci nulla di privato, ci si dedica veramente al bene comune. Di certo entrambe le parti hanno buoni motivi per fare quello che fanno. Chi, infatti, negli altri Stati, non sa che morirà di fame, anche nel pieno benessere della repubblica, se non si preoccupa di accumulare per se stesso? In questo modo è portato a fare il proprio interesse invece che quello del popolo, ovvero degli altri. Laggiù, al contrario, dove tutto è in comune, non c'è pericolo che ad alcuno venga a mancare il necessario per vivere fintanto che i magazzini comuni saranno  ricolmi. Non avviene alcuna distribuzione iniqua dei beni, né esistono poveri o mendicanti, e benché nessuno possieda alcunché, tutti sono ricchi. Quale maggior ricchezza esiste del vivere con animo lieto e tranquillo, liberi da qualsivoglia preoccupazione, senza problemi per il proprio mantenimento, senza richieste lamentose da parte della moglie, senza timori sulla povertà del figlio, senza ansie per la dote della figlia? infatti tutti i loro cari, mogli, figli, nipoti, pronipoti, figli dei pronipoti e tutti i discendenti che verranno, hanno vitto e felicità assicurati. Chi dire poi di chi lavorava e ora non è più in grado di farlo, ma viene mantenuto né più né meno come chi continua a lavorare?
Mi piacerebbe sapere se qualcuno osa paragonare questo senso dell'equità alla giustizia di altre nazioni dove io possa morire se ho mai visto una traccia di giustizia o equità! E' forse giusto che  un qualche nobile, un mercante di denaro, un usuraio o altri che fanno lavori poco utili allo Stato conducano una vita lussuosa e piacevole occupata dall'ozio o da attività inutili, mentre garzoni, cocchieri, falegnami e contadini sono costretti a lavorare ininterrottamente come bestie da soma? Sono lavoratori senza i quali lo Stato non sopravviverebbe più di un anno, eppure conducono una vita così misera e povera da far sembrare preferibile quella delle bestie....
Quei poveracci invece sono tormentati dall'inutilità e infruttuosità del lavoro del presente e uccisi dall'idea della miseria in futuro. Infatti il salario quotidiano è così misero da non bastare a sostentarli una giornata, figurarsi se può dar loro una riserva da accantonare per le necessità della vecchiaia!
Non è forse ingiusto che uno Stato dia tanti premi ai nobili, come li chiamano, ai mercanti di denaro e ad altri fannulloni, adulatori o artefici di inutili voluttà, mentre d'altra parte non favorisce per nulla contadini, garzoni, cocchieri e carbonai, che pure gli sono indispensabili? Anzi, dopo aver abusato della loro giovane età con lavori massacranti, quando oppressi dall'età e dalla miseria abbisognano d'ogni cosa, quello stesso Stato, dimentico di tante veglie penose e dei tanti benefici che gli hanno procurato, li ricompensa ingratamente con una  morte miserabile. I ricchi poi, non solo con l'inganno privato, ma anche con leggi dello Stato derubano ogni giorno i poveri del pane quotidiano: così, mentre prima sembrava iniquo che sofferenze tanto utili al bene pubblico fossero ricompensate con una tale ingratitudine, oggi quelli tanto hanno brigato da dare a  un'ingiustizia simile il nome di legge....
Chi infatti non capisce che la frode,il furto, il latrocinio, le risse, i litigi, i diverbi, le rivolte, le stragi, i tradimenti, gli avvelenamenti che ogni giorno vengono più vendicati che scoraggiati dalle pene capitali, nonché i timori, le ansie, le paure, le fatiche, le veglie finirebbero d'esistere nel momento stesso in cui il denaro venisse abolito? La povertà stessa, ch'è l'unica, sembra, ad averne bisogno, una volta tolto di mezzo il denaro scomparirebbe rapidamente."
No...non è un passo del Manifesto di Karl Marx, ma è un brano tratto da un libro scritto, pensate un po', nel 1516 ca. da Thomas More ( Tommaso Moro), Utopia, in cui l'autore critica la situazione politica dell'Inghilterra di quel tempo e mostra le falle di un sistema basato sulla gerarchia sociale e l'agiatezza di un' elite, nonché l'iniqua distribuzione della ricchezza, prodotta da molti ma goduta da pochi... Beh, in parole povere descrive una sorta di precapitalismo e ne critica il fondamento.
In risposta a questo sistema Thomas More immagina una nazione, Utopia ( che significa in nessun luogo), in cui non esiste denaro, né proprietà privata, un luogo in cui tutti collaborano per il benessere comune, in cui non esistono vizi, ma solo l'elevazione dell'uomo attraverso il lavoro e la cultura ed in particolare la musica. Ove il rispetto per l'individuo e le sue idee viene prima delle leggi dello Stato e viene da queste garantito. Leggi in realtà in numero molto limitato e scritte in maniera chiara e non equivoca.
Non c'è bisogno di molte leggi se l'altruismo è il fondamento dello Stato di Utopia.
Thomas More fu un umanista, uno scrittore ed un politico dell'Inghilterra del 1500 molto stimato dalla Corona ( fu Lord Cancelliere tra il 1529 ed il 1532 sotto Enrico VIII). Fu condannato alla pena capitale nel 1535 per alto tradimento in quanto si rifiutò di appoggiare l'Atto di Supremazia del re sulla Chiesa  in Inghilterra ( atto con il quale il re ufficializzava la separazione della Chiesa inglese dalla Curia Romana autoproclamandosi, così, governatore supremo della Chiesa Anglicana).
Il libro è scritto in un linguaggio, seppure un po' desueto, molto chiaro e la lettura scorre, nonostante sia nascosto un grande saggio dietro questa rappresentazione di una nazione irreale, piacevolmente anche se c'è bisogno di un maggior raccoglimento e concentrazione per capire le varie considerazioni filosofiche racchiuse in questa perla letteraria.
Ve ne consiglio caldamente la lettura.
Io ho avuto il piacere di leggere questo libricino nell'edizione di Giunti editore che, seppure molto economica ( costo appena 6 euro), è ricca di tutte le note che servono alla comprensione del testo.


mercoledì 10 agosto 2011

Manovra finanziaria 2011. Ecco 26 nuove tasse.

Ecco 26 nuove tasse tutte per noi, ma il bilancio sarà salvo e " senza mettere mai, neanche una volta, le mani nelle tasche degli italiani"! Va bene che siamo l'Italia peggiore, ma addirittura non essere considerati nemmeno italiani! Le uniche tasche in cui non ha messo le mani sono quelle della casta e degli italiani ricchi, loro si che sono veri "italiani"!


Grazie a www.reteviola.org che ha realizzato il video.

venerdì 5 agosto 2011

Sciopero on line. Risposte "Onorevoli"!

G. FINI

"Il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, ha ricevuto la
Sua e-mail ed ha preso visione di quanto in essa contenuto.Il Presidente condivide l’esigenza di operare con decisione per limitare i costi della politica. Tale tema è oggetto di un costante impegno da parte della Camera dei deputati, nel perseguimento di un obiettivo di trasparenza, di corretto utilizzo del denaro del contribuente, di riduzione e di razionalizzazione delle spese.Tra le misure di contenimento più significative adottate dall’Ufficio di Presidenza nel triennio 2011-2013 occorre in primo luogo ricordare la riduzione di 500 euro mensili della diaria di soggiorno, nella prospettiva di definire una disciplina per la rilevazione delle presenze in Commissione e la riduzione di 500 euro mensili delle spese per il rapporto eletto/elettori.Per quanto concerne l’indennità parlamentare nel 2006 è stata ridotta del 10% e successivamente bloccata fino al 2012. Tale blocco è stato recentemente prorogato fino al 2013. E’ stata inoltre stabilita l’applicazione ai vitalizi degli ex-deputati e alle pensioni dei dipendenti del contributo di solidarietà previsto dall’articolo18, comma 19 del decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011, nonché il blocco dei meccanismi di adeguamento dei trattamenti pensionistici del personale in quiescenza, secondo quanto previsto dall'ordinamento generale. E’ stato altresì deciso, a partire dal 1° gennaio 2012, il recesso dal contratto di locazione di Palazzo Marini 1, cui seguirà il recesso dall’affitto di altri tre palazzi a seconda delle scadenze previste nei contratti, oltre alla riduzione delle spese relative alle missioni, ai contributi per il funzionamento dei gruppi parlamentari, alla ristorazione, alla comunicazione,agli abbonamenti stampa e all’autorimessa.Tali misure, tese a dare un forte segnale al Paese nel momento in cui vengono richiesti sacrifici alla generalità dei cittadini, tenuto anche conto dei provvedimenti già adottati lo scorso anno, fanno registrare nel triennio 2011-2013 una riduzione effettiva dell’onere della Camera sul bilancio dello Stato di oltre 150 milioni di euro, che si vanno ad aggiungere ai  300milioni di euro risparmiati nel quinquennio 2006-2010. Sono altresì allo studio misure in materia di: •  indennità parlamentare, con la presentazione di una proposta di legge di riforma della disciplina vigente; •  assegni vitalizi, con la definizione di una proposta di sostituzione dell’attuale istituto con un nuovo sistema di tipo previdenziale;•  collaboratori dei deputati, con la revisione del meccanismo di erogazione;•  diaria, con un più stretto aggancio dell’erogazione all’effettiva partecipazione ai lavori di Assemblea e di Commissione. Informiamo, infine, con riferimento al tema della riduzione dei costi della politica, che sono stati presentati alla Camera dei deputati diversi progetti di legge a testimonianza dell’attenzione delle forze politiche su tale materia .
Il Presidente Le invia i suoi cordiali saluti.
La Segreteria del Presidente della Camera dei deputati"

giovedì 4 agosto 2011

Sciopero on line.



Partecipate numerosi all'iniziativa pacifica proposta su facebook dalla pagina "PRIMO SCIOPERO ON LINE ( contro la manovra finanziaria del Governo".
L'iniziativa consiste nello scrivere tante e- mail ad altrettanti politici italiani, deputati e senatori, in cui si chiedono essenzialmente 3 cose:

  1. abolizione dei privilegi della classe politica;
  2. restituzione della preferenza per la scelta di deputati e senatori;
  3. riduzione del numero dei parlamentari.
Vi prego aderite numerosi.
Di seguito trovate i link utili all'iniziativa:
Testo dell'e-mail:
https://docs.google.com/document/d/1P_UwYAZhNFJ7L3ZikeNq1zgBIvEtQfh0OSvjdOg9FVw/edit?hl=en_US
Indirizzi dei parlamentari:
https://docs.google.com/leaf?id=1UfSVE5iaawu6FsaqxC7wI0F-nV224FdC-7tzWtDVdDk7VQ9NPq6EWVPkJc-x&hl=en_US
Io ho aderito ieri e vi posto le risposte dei politici pervenutemi fino ad ora.
On. ZAMPA:
"Carissima e carissimi, (uso il plurale perche' in queste ore e nei giorni scorsi sono giunte a me e a tanti altri miei colleghi identiche mail con identiche richieste), rispondo volentieri ai tre punti indicati: 1) sono certamente d'accordo sull'idea che i sacrifici vadano suddivisi tra tutti e che chi ha di più' sia chiamato a dare di più. Abbiamo concretamente preso decisioni in tal senso. Quanto ai privilegi, vorrei dirle che sono molto meno di quanto si creda e scriva. Tuttavia vanno tagliati laddove permangano.  2) non mi e' piaciuto e lo giudico negativamente il “sistema delle preferenze” che tra l'altro gonfia i costi della politica. Ho sempre sostenuto il metodo del “collegio uninominale”, cancellato dall'attuale legge elettorale, detta del procellum.  E' decisamente preferibile, soprattutto quando la scelta dei candidati e' fatta con le primarie. 3) come lei sapra' certamente e' la costituzione a indicare il numero dei parlamentari. Per cambiare occorre dunque un'ampia convergenza. Mi pare che ormai ci sia. In ogni caso per me e per il mio partito, il Pd, non ci sono problemi circa la riduzione. La proposta di legge esiste gia'. La ringrazio dell'attenzione e se vorra' diffondere questa risposta. E' utile che le informazioni che circolano siano corrette. Ne va della salute delle istituzioni e della democrazia. Cordiali saluti, sz"


On. AMALIA SCHIRRU
"Sui Costi della politica e sulla Manovra economica, le proposte del PD sono state espresse in un documento pubblicato in questo link: 

http://beta.partitodemocratico.it/doc/213509/costi-della-politica-ecco-le-proposte-del-pd.htm?utm_source=beta.partitodemocratico.it&utm_medium=banner&utm_campaign=proposte-costi-politica&utm_content=728x90


Tra cui, ricordo sinteticamente:
Riduzione numero dei parlamentari. Il Pd ha presentato da tempo diverse proposte di legge per ridurre entro la legislatura, il numero dei parlamentari e cambiare le funzioni del Senato. Per esempio, una Camera con 400 deputati e un Senato Federale con 200 senatori. E’ possibile calendarizzare già dal prossimo settembre il provvedimento volto alla riduzione dei parlamentari.

Retribuzioni dei parlamentari. Il Pd punta a modificare la legge del 1965 che lega la retribuzione dei parlamentari alla retribuzione dei magistrati italiani, per scegliere un nuovo parametro. L’obiettivo è di allineare l’Italia alla media delle retribuzioni dei parlamentari degli altri paesi europei.

Vitalizi. Con una decisione interna alla Camera e al Senato (gli organi costituzionali hanno un’autonomia decisionale sul proprio bilancio) il Pd propone di rivedere entro la legislatura i vitalizi dei parlamentari riportandoli al sistema previdenziale in vigore per tutti gli altri cittadini iscritti all’Inps.

Risparmi e trasparenza su affitti e servizi. Il Pd propone di lavorare concretamente all’interno dei bilanci di Camera e Senato per ridurre la spesa collegata agli immobili (affitti), per dare trasparenza e risparmiare sui servizi offerti.

Gli emendamenti al Senato. Con gli emendamenti alla manovra proposti anche insieme a Idv e a Udc il Pd punta inoltre ad alcune riforme capaci di dare un contributo importante al contenimento della spesa pubblica.

Tra queste proposte vi sono: 
1. L’accentramento dei comuni più piccoli.
2. L’accorpamento delle province sotto i 500.000 abitanti (di fatto si arriverebbe ad un dimezzamento delle attuali province).
3. L’accorpamento delle società che fanno capo ai comuni (un comune non potrà avere più di una società: e così verrebbero meno migliaia di aziende, con i relativi consiglieri).
4. La totale incompatibilità dell’incarico dei parlamentari con qualsiasi altro incarico (sindaco, consigliere, presidente di provincia…).
5. Taglio delle auto blu e dei voli blu, limitandone l’uso a chi ne ha davvero bisogno.
6. Reintroduzione del tetto alla retribuzione dei manager pubblici

Queste proposte costituiscono un punto fermo del Pd, un patrimonio di iniziative sulle quali daremo battaglia e che il Pd si impegna a realizzare.

Personalmente, ho scritto anche una nota sui costi della politica, pubblicata sul mio sitohttp://www.amaliaschirru.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1477&ac=0&Itemid=1 


Pensando, infine sia importante rendicontare ai cittadini sul lavoro svolto, pochi mesi fa, ho pubblicato un resoconto di metà mandato, che elenca il mio impegno come Parlamentare. 
Lo trovate qui: 
http://www.amaliaschirru.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1148&ac=0&Itemid=103 

Saluti,

Amalia Schirru "


On. LA FORGIA
Sfiniamoli con le nostre lettere!