domenica 26 giugno 2011

Gestione dei rifiuti. Il termovalorizzatore: come funziona?


In questo periodo più che mai si discute dell'emergenza rifiuti a Napoli e il problema della loro gestione. A Napoli la situazione è molto delicata e particolare per la presenza della camorra che da decenni costringe parte della popolazione campana a subire gli effetti anche di rifiuti tossici senza alcuno scrupolo. Il territorio partenopeo è pieno di terreni irrimediabilmente contaminati dall'abbandono di tali scorie senza alcun controllo e senza alcun freno da parte di nessuno. Se non fosse che la camorra, a Napoli, ha sostituito lo Stato ovunque e in ogni settore nella gestione della città, l'inceneritore potrebbe essere una delle soluzioni al problema dei rifiuti, non solo a Napoli, ma in tutta Italia.
Esso, oltre a ridurre il volume dei rifiuti, li sfrutta per la produzione di energia elettrica. Come abbiamo già detto l'energia elettrica si produce dal lavoro meccanico proveniente dal riscaldamento e l'espansione del vapore, quindi basta accoppiare all'inceneritore una caldaia per la produzione di vapore, un compressore, una turbina ed un alternatore.
In Italia già sono molteplici gli esempi di termovalorizzatori che richiedono, però, una gestione dei rifiuti intelligente, ma soprattutto onesta, dato che non tutto può essere bruciato in questo impianto. Capite bene quindi che nelle zone ove la criminalità organizzata regna sovrana è impossibile farlo!
La mappa 2011 dei termovalorizzatori in Italia ci dice quanti sono e ove sono dislocati tali impianti nel nostro territorio nazionale:
  • il Piemonte ne conta 2;
  • la Lombardia 13;
  • il Trentino Alto Adige 1;
  • il Veneto 4;
  • il Friuli Venezia Giulia 1;
  • l'Emilia- Romagna 9;
  • la Toscana 9;
  • le Marche 1;
  • l'Umbria 1;
  • il Lazio 3;
  • la Calabria 3;
  • la Puglia 2;
  • la Sardegna 2;
  • la Sicilia 1.
Il funzionamento di un termovalorizzatore (il più diffuso in Europa e in Italia è del tipo "a griglie") consta, in genere, di sette fasi:
  1. arrivo dei rifiuti: essi possono provenire dagli impianti di selezionamento dislocati sul territorio , ma anche dalla raccolta diretta del rifiuto tal quale. I rifiuti sono posti, in attesa della combustione, in un luogo dotato di sistemi di aspirazione, per evitare la dispersione di cattivi odori. I rifiuti vengono successivamente prelevati, mediante carroponte, che li adagia su un nastro trasportatore che, a sua volta, li convoglia nella camera di combustione. I rifiuti vengono però prima disidratati e vengono separati i vari materiali, ad esempio vengono deprivati degli inerti, quali metalli, minerali, ecc., che non possono essere bruciati;
  2. combustione: il forno è dotato di griglie mobili per permettere il continuo movimento dei rifiuti nel corso della combustione; inoltre è presente una corrente d'aria per apportare la giusta quantità di ossigeno per una combustione ottimale. All'interno del forno la temperatura si mantiene in questo modo intorno ai 1000°C;
  3. produzione del vapore: una caldaia in cui è presente acqua scambia calore con il forno in modo da produrre il vapore necessario alla produzione di energia elettrica;
  4. produzione di energia elettrica: il vapore sotto pressione subisce passando in una turbina un'espansione con produzione di lavoro meccanico che viene trasformato in energia elettrica;
  5. estrazione delle scorie: circa il 10% in volume e il 30% in peso dei rifiuti in ingresso resistono alla combustione e costituiscono la scoria che viene raccolta in una vasca piena di acqua per il raffreddamento della scoria stessa. Con la separazione preventiva all'ingresso del forno si riduce di molto questa frazione che finisce in discarica controllata;
  6. trattamento dei fumi: i fumi provenienti dalla combustione vengono sottoposti ad un particolare filtraggio per abbattere il contenuto degli agenti inquinanti e delle micropolveri. I fumi trattati vengono rilasciati in atmosfera;
  7. smaltimento delle ceneri: le ceneri residue ( circa il 30% in peso della quantità del rifiuti entrante) vengono classificate come rifiuti speciali non pericolosi, mentre le polveri fini ( circa il 4% in peso) sono considerate rifiuti speciali pericolosi. Entrambe vengono smaltite in discariche per rifiuti speciali.
I rifiuti che possono essere inceneriti rientrano nelle seguenti classi: rifiuti solidi urbani o RSU; rifiuti speciali.
La prima categoria comprende i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da luoghi adibiti ad uso di abitazione civile e tutti gli assimilabili; rifiuti provenienti dalla pulitura delle strade anche di tipo vegetale provenienti da aree verdi ( giardini, parchi, ecc).
La seconda categoria ( rifiuti speciali) comprende i rifiuti provenienti da attività agro- industriali, industriali, artigianali e commerciali; fanghi di potabilizzazione e di altri trattamenti delle acque, di depurazione delle acque reflue, ecc; rifiuti derivanti da attività sanitarie.
Per le classi restanti dei rifiuti sarebbe bello, nonché intelligente e civilmente responsabile, il riciclaggio ed il riutilizzo, come nel caso del vetro, della plastica e della carta.
A quanto pare però, in Italia, è comune un solo caso di riciclaggio: quello del denaro sporco!
Per quello dei rifiuti c'è ancora molta strada da fare!

sabato 25 giugno 2011

Costituzione Italiana: Principi fondamentali ( artt. 8- 12).

ART. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
In questo preciso momento, né in altri momenti della storia d'Italia mi sembra che al centro delle preoccupazioni e occupazioni dei Governi ci siano mai stati lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Meno che mai in questo momento e con questo Governo! Come si fa a sviluppare la cultura se i primi a non averne sono proprio i nostri Parlamentari? Vogliamo testare quanto è acculturata la Gelmini? Ed il Trota? Ne vogliamo parlare? A parte questi esempi di fallimento della scuola italiana, il resto non va meglio: ricercatori ( quelli che hanno scelto di rimanere in Italia!) che si arrabattano tra un assegno di ricerca e l'altro per arrivare alla fine del mese, con mezzi antiquati per i loro studi; la scuola la cui durata viene ridotta sempre di più per generare più facilmente degli ignoranti; il  numero degli insegnanti ridotto a niente rispetto al numero degli studenti...Tagli alla ricerca, tagli all'istruzione...
Uno dei mezzi che potrebbe risolvere la crisi alla lunga è proprio la ricerca e la formazione ottimale di cervelli. In Italia purtroppo questa risorsa non è mai stata vista come un fonte di ricchezza.
Per quanto riguarda la tutela del territorio sancita dalla Costituzione basta pensare alle cattedrali nel deserto ( stabilimenti industriali in territori che potevano essere sfruttati per incentivare il turismo, per esempio) di cui è piena l'Italia. Giochi di potere e denaro non alla nostra portata che non hanno fatto altro che impoverire il Paese sia finanziariamente che in termini di sviluppo.
ART. 10
L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.
Questo articolo mi sembra chiaro: le norme italiane sono conformate con quelle del diritto internazionale, e quindi anche lo straniero verrà giuridicamente trattato dall'Italia in conformità con le norme ed i trattati internazionali. Qualora lo straniero al quale non sia consentito, nel proprio Stato, di esercitare i diritti sanciti in materia di libertà democratiche dalla Costituzione Italiana ha diritto d'asilo.  
ART.11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Ora, dire che l'Italia, secondo la Costituzione, dovrebbe ripudiare la guerra è un'eresia considerata la presenza delle nostre truppe in vari Paesi del Mondo: si trovano ancora in Bosnia; in Marocco; a Cipro; in India e Pakistan;in Sudan; a Malta; in Israele; in Egitto; in Afghanistan; nei Balcani; in Kosovo; in Usa; in Libano; in Iraq...
Oltre a non essere Costituzionale la guerra rappresenta un notevole costo per l'Italia e quindi per noi poveri impossibilitati ad evadere fiscalmente. I tagli che si potrebbero operare dovrebbero cominciare dalle missioni militari e non dalla scuola, la ricerca e la sanità.
Per quanto riguarda l'appoggio della nostra Repubblica alle organizzazioni internazionali rivolte a costruire la pace, basta pensare all'Onu  i cui contingenti partono per le missioni di pace portandosi le armi!
ART.12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

L'oleandro ( Nerium Oleander).





Ho fotografato questi arbusti nel villaggio Il Girasole di Follonica nel quale sto trascorrendo le ferie e del quale parlerò ampiamente in un prossimo post.
Per ora, oltre a trascorrere piacevolmente il tempo in compagnia dei miei cari e del mare, raccolgo materiale per il mio blog, con il mio fedele cellulare, nel tempo che mi rimane: tra un riposino e l'altro di Leo!
L'oleandro è originario della zona mediterranea ed è un sempreverde, coltivato per la sua bella chioma e per i suoi splendidi fiori. E' la stessa pianta che troviamo spesso ai bordi delle autostrade e negli autogrill messa lì a scopo ornamentale. Esso appartiene alla famiglia delle Apocynaceae.
E' una pianta che ama il clima mite, non resiste al gelo. Pertanto nelle zone del nord, ove il clima è più rigido viene coltivato al riparo dal freddo, mentre nelle zone più temperate può essere coltivato all'aperto (richiedono una temperatura minima di almeno 5°C).
L'oleandro ha fiori di vari colori, dal rosa al giallo, fino al bianco, che sbocciano a primavera e fino all'autunno inoltrato.
Inoltre esso produce dei frutti di colore bruno- rossiccio della lunghezza di 10- 15 cm circa.
Per crescere e svilupparsi non ha bisogno di un terreno molto ricco, ma per avere un'abbondante fioritura è necessario irrigarlo regolarmente e abbondantemente specialmente nel periodo estivo. Ogni tanto si può comunque concimare per ottenere una pianta con uno stato di salute ottimale.
La potatura è d'obbligo per ottenere una chioma più folta.
Si moltiplica per seme o per talea nel periodo estivo.
Poiché sia le foglie che i rami e la corteccia sono velenosi è bene sempre lavarsi le mani dopo averlo toccato. L'oleandro è tossico per qualsiasi specie animale e provoca, se ingerito

  • tachicardia con aumento della frequenza respiratoria;
  • disturbi gastrici ( vomito, nausea e bruciore);
  • disturbi del sistema nervoso centrale (assopimento).
L'oleandro conserva la sua tossicità anche dopo l'essiccamento.
Esso teme, però, un parassita della stessa famiglia della cocciniglia che attacca le foglie, portando al deperimento e alla morte della pianta.
Nel linguaggio dei fiori significa diffidenza.

venerdì 24 giugno 2011

Costituzione Italiana: Principi fondamentali ( artt. 4- 8)


ART.4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Non ci sono parole da aggiungere a questo articolo già di per sé eloquente. Posso solo dire che le condizioni promosse dalla nostra Repubblica negli ultimi tempi ( diciamo circa 10 anni!) e non parlo solo del Governo Berlusconi ma anche della Sinistra debole che ci ritroviamo, e soprattutto grazie a politici incompetenti ed opportunisti, non sono mai state rivolte a salvaguardare il diritto al lavoro, bensì a salvaguardare una certa classe imprenditoriale (vedere Fiat) che con il ricatto di chiudere stabilimenti e fabbriche si è intascata gran parte delle nostre risorse finanziarie senza assicurare nulla ai lavoratori del nostro Paese, se non lavori precari e mal pagati. Grazie anche alla "bellissima", nonché conveniente per gli imprenditori, pensata di Marco Biagi sul mercato del lavoro e la flessibilità!
Sapete come si chiamava il disegno riformatore sul mercato del lavoro ideato da quel "geniaccio" di Biagi e da Luigi Sacconi, diventato poi d.lgs. 276 /03? Libro Bianco sul mercato del lavoro in Italia. Proposte per una società attiva e per un lavoro di qualità. Un vero paradosso non pensate anche voi? Come fa la flessibilità, che comporta, teoricamente, l'adeguamento da parte di un lavoratore a qualsiasi tipo di lavoro e per periodi variabili, ad essere sinonimo di qualità? Come si fa ad imparare bene il proprio lavoro quando c'è concesso poco tempo?
La Costituzione in questo articolo fa intendere che il diritto al lavoro è correlato anche con la dignità del lavoratore, dice infatti: secondo le proprie possibilità e la propria scelta il lavoratore deve svolgere un'attività che contribuisca allo sviluppo materiale o spirituale della società.
ART.5 
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
La Repubblica, recita questo articolo, è una ed indivisibile, ma non impedisce, anzi, promuove il decentramento ed appoggia le autonomie locali. Lascia quindi ampio spazio alla formazione, al riconoscimento e all'amministrazione delle realtà locali.
ART.6
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
Mi sembra che non ci sia niente da aggiungere, né commentare.
ART.7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Nell'articolo 7 della Costituzione si inglobano i Patti Lateranensi sottoscritti nel 1929 da Mussolini e dalla Santa Sede nella persona del cardinale Segretario di Stato, Pietro Gasparri.
Essi sancivano l'indipendenza e la sovranità della Santa Sede e fondavano lo Stato della Città del Vaticano.
In questo modo si riconosce alla Chiesa uno Stato e la sua sovranità in quello Stato. Qualsiasi revisione e variazione dei Patti richiedono il comune accordo tra le due parti, Stato Italiano e Città del Vaticano.
I Patti, purtroppo continuano ad influenzare la cultura e la formazione di tutti noi Italiani, in quanto in essi si riconosce la religione cattolica come unica religione di Stato. In un Paese in cui, sempre più, è presente la componente multietnica, multirazziale e multiculturale, siamo ancora fermi ai dogmi e alle imposizioni della Chiesa Cattolica che non contribuiscono che ad accrescere la xenofobia e la paura del diverso, presentandoci le altre religioni e le altre culture come quelle "sporche e cattive", e definendo i "diversi" immorali e infedeli, indegni dell'amore di Dio e degli uomini stessi ( vedi anche la concezione che la Chiesa ha degli omosessuali!).
ART.8 
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Per fortuna che la nostra Costituzione ha previsto la tutela anche delle minoranze religiose! Inoltre concede loro il diritto di organizzarsi purché non in contrasto con le leggi dello Stato.  

giovedì 23 giugno 2011

Cocktail alla lavanda e rosa.


INGREDIENTI PER 4 PERSONE:
  • 2 limoni biologici;
  • 75 g zucchero semolato;
  • 1 pizzico di fiori di lavanda;
  • 1 pizzico di petali di rosa senza conservanti;
  • 1/2 litro di acqua tonica;
  • 1/2 bicchiere di vodka;
  • 250 ml d'acqua;
  • ghiaccio.
Lavate i limoni e spremeteli, mettete da parte il succo e non buttate la scorza che servirà per preparare lo sciroppo che segue: mettete la scorza in una casseruola insieme allo zucchero, l'acqua ed i fiori di lavanda. Portate a bollore e lasciate il tutto sul fuoco per 10 minuti circa, poi spegnete e lasciate in infusione per 15 minuti.
Filtrato lo sciroppo in una brocca aggiungete il succo dei limoni ed i petali di rosa. Mettete poi in frigorifero. Al momento di servire unite la vodka, l'acqua tonica ed un po' di ghiaccio.

mercoledì 22 giugno 2011

Costituzione Italiana: Principi fondamentali ( artt. 1- 3).


ART. 1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Questo è un articolo che conosciamo più o meno tutti, è quello più semplice, ma quello che contiene due dei più grandi valori dell' Italia: il fatto che sia una Repubblica fondata sul lavoro ( difficile crederlo in questo periodo!) e che la sovranità appartiene al popolo, cosa che i politici che ci governano tendono a dimenticare una volta eletti. Ma possiamo sempre cacciarli!
Quello che vi sto per dire non è scritto nella Costituzione ma è un appello a tutti coloro che volessero un 'Italia più giusta ed equa: noi e solo noi possiamo impedire che questo nostro Paese vada in sfacelo ribellandoci allo stato di cose vigente, denunciando gli abusi ed i soprusi.
ART. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
La Costituzione con questo articolo assicura ad ogni individuo o gruppo sociale il suo pieno sviluppo e la sua piena espressione, salvaguardando i diritti naturali dell'uomo, in cambio l'uomo ha il dovere di essere solidale politicamente, economicamente e socialmente.
ART.3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Non ho molto da dire sulla prima parte di questo articolo poiché è chiarissimo. Posso solo aggiungere che ora, dopo il referendum del 12- 13 giugno, si, siamo tutti uguali di fronte alla legge, anche quelli che godono di certe condizioni personali e sociali. 
Mr. B è ora che ti presenti ai tuoi processi! Io non capisco: se sei innocente, come dici, cos'è tutta questa paura dei giudici e della galera?
La seconda parte di questo principio recita che la nostra Repubblica, e quindi i nostri delegati al Governo, dovrebbero pensare a rimuovere gli ostacoli secondo i quali si impedisce il pieno sviluppo degli individui e, ripeto e sottolineo, " l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese". Per adesso i soli  lavoratori dipendenti ( cioè non evasori fiscali!) partecipano con il proprio lavoro, seppure precario, al sostentamento (e non all'organizzazione!) economico e sociale del Paese. Non è ora che ci riappropriamo dei nostri diritti visto che adempiamo ogni giorno ai nostri doveri di cittadini?

martedì 21 giugno 2011

Alla scoperta della nostra bella Italia.


La nostra bellissima Italia, oltre a luoghi mistici e selvaggi, storici e paesaggistici ha qualcos'altro di meraviglioso, oggi un po' bistrattato e sottovalutato: ha la più bella raccolta di norme che sia mai stata scritta, una raccolta che negli anni '40 era all'avanguardia e ancora oggi lo è: la nostra Costituzione.
Siamo tutti italiani, ma a volte non ci sentiamo tali perché rappresentati da politici che ormai non vogliamo più, combattuti tra la voglia di vedere il nostro Paese in linea con gli altri paesi d' Europa e la consapevolezza che questa nostra nazione non lo sarà mai, vuoi per fattori storici, vuoi per fattori politici, vuoi per ragioni di mercato e denaro.
Nelle nostre scuole non se ne fa menzione, se non in istituti che ne richiedano espressamente lo studio, ma la Costituzione Italiana è la base fondamentale dei nostri diritti di cittadini italiani ed ognuno di noi la dovrebbe conoscere.
L'idea di una Costituzione nasce per l'Italia in un giorno preciso: il 2 giugno del 1946. In questo giorno il popolo italiano decide, con un referendum ( in cui votano per la prima volta anche le donne!), tra Monarchia e Repubblica ed elegge l'Assemblea Costituente.
Tale Assemblea fu l'organo preposto alla stesura del nostro più importante documento, sul piano del diritto, e vi lavorò dal 25 giugno del 1946 al 31 gennaio del 1948.
Essa era costituita dalla Democrazia Cristiana ( 35,2 % dei voti; 207 seggi);  Partito Socialista ( 20,7%; 115 seggi); Partito Comunista ( 18.9%; 104 seggi); l'Unione Democratica Nazionale, di ispirazione liberale ( 6,8%; 41 seggi); Partito Repubblicano ( 4,4%; 23 seggi); Partito d'Azione, proveniente dalla Resistenza ( 1,5 %; 7 seggi); la formazione dell'Uomo Qualunque, di ispirazione monarchica ( 5,3%; 30 seggi).
Cominciamo col vedere com'è strutturata la Costituzione, in seguito cercherò di studiarne insieme a voi ogni singolo articolo e di cogliere il significato di ciascuno di essi: sono graditissimi arricchimenti da parte di tutti voi lettori!
Essa è costituita da 139 articoli, di cui 5 abrogati ( artt. 115, 124, 128, 129, 130) più 18 disposizioni transitorie e finali. E' divisa in due parti, precedute dai 12 principi fondamentali e seguite dalle 18 disposizioni suddette.
Quindi aprendo la Costituzione troveremo subito i suoi principi ispiratori (artt. 1- 12), seguiti dalla parte prima- Diritti e Doveri dei cittadini ( artt. 13- 54)- poi si avrà la parte seconda - Ordinamento della Repubblica ( artt. 55- 139)- ed infine le disposizioni transitorie e finali.

Cartolina.


Un saluto a tutti i lettori da Follonica (GR) da Paola, Andrea e il piccolo Leonardo!

La salvia officinalis.



La Salvia officinalis è una pianta che usiamo comunemente in cucina. Essa fa parte della famiglia  delle Lamiacee alla quale appartengono anche la menta e il timo.
Questa pianta perenne si sviluppa in forma di cespuglio e le sue foglie, di colore grigio- verde e ricche di oli essenziali, possono raggiungere i 10 cm di lunghezza. I suoi fiori sono di colore violetto e sbocciano in primavera.
Si moltiplica per seme: si può seminare all'inizio della primavera in luogo caldo oppure in campo aperto ma nel mese di maggio. La germinazione avviene dopo due o tre settimane.
Si può anche moltiplicare per talea, ponendo un rametto della pianta in terriccio sabbioso per farlo radicare. 
La salvia, per crescere e svilupparsi, ha bisogno di un terreno leggermente alcalino e ben drenato e di tanto sole.
Le sue foglie possono essere raccolte durante tutto l'anno.
La salvia ha molte proprietà e principi attivi, le sue foglie contengono infatti:
  • olio essenziale ( contenente tujone, cineolo, borneolo, linalolo, beta- terpineolo, beta- cariofillene) avente proprietà antisettiche;
  • salvina e picrosalvina, che danno sapore amaro , ma che facilitano la digestione poiché agiscono sull'apparato gastro- intestinale;
  • acido carnosico anti-ossidante e anti- infiammatorio);
  • triterpeni ( amirina, betulina, acido crategolico e acido 3- idrossi-ursolico);
  • acidi fenolici ( acido caffeico, acido rosmarinico, acido clorogenico e acido ferulico) stimolanti della cistifellea;
  • flavonoidi con azione anti-ossidante ed estrogenica.
Per acquisire tutti questi benefici, oltre ad aromatizzare i vostri piatti con questa straordinaria pianta, potete provare a mangiare le foglie di salvia fritte in pastella!

giovedì 16 giugno 2011

La bocca di leone ( antirrhinum majus)




E' una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Scrophulariaceae ed è tipica delle zone mediterranee. Ha fusto legnoso alla base e si sviluppa in altezza fino ai 120 cm. Ha fiori che sbocciano alla sommità e a grappolo, hanno una forma molto particolare ed originale: il fiore è parzialmente tubolare, non ha petali, ma due rigonfiamenti all'estremità che sembrano labbra, se si preme ai lati del fiore le due labbra di aprono ricordando, appunto, una bocca di leone o di drago. I fiori possono essere di molti colori: dal rosa al porpora, dal giallo al viola. 
Finita la fioritura rimangono dei baccelli all'interno dei quali si trovano i semi che permettono alla pianta di riprodursi molto facilmente: la vediamo infatti nascere anche sui muri e sulle rupi e quindi anche in terreni non molto favorevoli e fertili.
Per ottenere una buona fioritura la pianta deve essere coltivata in pieno sole ed inoltre per ottenere una crescita più compatta si devono cimare (togliere le punte) le giovani piante e si devono togliere gli steli dei fiori appassiti.
Le annaffiature devono essere regolari ma non abbondanti poiché questa pianta preferisce la siccità all'abbondanza d'acqua. Ogni 15- 20 giorni sarebbe bene aggiungere all'acqua delle annaffiature un po' di concime.
La moltiplicazione avviene per seme e si esegue in primavera ( febbraio- marzo) in terreno posto al caldo, oppure in aprile - maggio all'aperto. In genere le bocche di leone si autoseminano e quindi è possibile vederle nascere spontaneamente l'anno successivo nello stesso posto.
Questo fiore teme l'attacco degli afidi neri che ne fanno seccare i fiori e quantità d'acqua eccessive che ne fanno marcire le radici. 
Nel linguaggio dei fiori significa disinteresse e indifferenza.

mercoledì 15 giugno 2011

E stasera tutti con il naso all'insù!



Nella zona chiara si trovano tutti i punti del globo in cui è visibile l'eclissi. L'Italia si trova in questa zona.

E si perché stasera ci sarà la più lunga e spettacolare eclissi di luna totale mai vista, almeno così assicurano gli astronomi.
Verso le 21,30 di questa sera la Terra si frapporrà tra la luna ed il sole. Questa eclissi è diversa dalle altre alle quali abbiamo assistito in passato innanzitutto per l'eccezionale durata: il fenomeno completo si protrarrà per circa 6 ore ; e poi per la colorazione della luna che sarà più intensa rispetto alle altre in passato a causa della presenza di un quantitativo di polveri maggiore nell'atmosfera terrestre a diffondere le radiazioni solari.
Inoltre questa volta la luna è più bassa sull'orizzonte al momento dell'inizio dell'eclissi e ciò contribuisce ad intensificare la colorazione.
Riporto una tabella con le fasi dell'eclissi e gli orari del fenomeno tratta dal sito www.astronomia.org.

  • inizio eclissi di penombra                         19:24
  • inizio eclissi d'ombra                               20:22
  • inizio eclissi totale                                 21:22
  • massimo dell'eclissi                               22:12
  • fine eclissi totale                                  23:02
  • fine eclissi d'ombra                                00:02
  • fine eclissi di penombra                          01:00

martedì 14 giugno 2011

Lucio Della Seta - Debellare il senso di colpa.


Lucio della Seta è un analista psicologo della scuola di Jung. E' nato, vive e lavora a Roma. Fa parte dell'International Association for Analytical Psychology di Zurigo.
In questo libro affronta il tema dell'ansia e degli attacchi di panico e ne spiega le origini all'interno della psiche umana. Tocca argomenti come la mancanza di autostima e la sensazione di sentirsi perennemente inadeguati di fronte ai problemi della vita e nei confronti degli altri. 
E' un libro molto interessante e apre la mente e gli occhi. Vi trascrivo alcuni passi per darvi un'idea di quello che andrete a leggere ( se lo vorrete!):
"Il senso di colpa è inconsapevolezza del proprio valore, mancanza di autostima e null'altro.";
"Il sentimento del libero arbitrio fa di noi degli esseri unici nel creato.";
"Sentiamo che nel libero arbitrio c'è la libertà dell'Uomo, la sua autonomia, la sua essenza."; 
"Per cominciare mettiamo in chiaro il significato letterale delle parole libero e arbitrio e scopriamo qualcosa di inatteso. Arbitrio è una parola antica, non chiarissima, e però tutti comprendiamo che vuol dire decisione, volizione, scelta. L'aggettivo libero, invece, quando si accompagna ad arbitrio, ha un significato specifico ignoto a tutti. Vuol dire libero da causa." 
"...Garzanti lo definisce senza rapporti né legami con la realtà esterna, e senza rapporti né legami con le motivazioni interne dell' individuo. Di conseguenza credere nel libero arbitrio è credere di poter decidere liberamente di mangiare un piatto di spaghetti senza avere fame e senza che ci siano gli spaghetti."
Come avete visto si legge facilmente e piacevolmente. Aiuta a capire come funziona la mente umana e quali sono i meccanismi che si innescano negli individui nei quali il senso di colpa è talmente grande ed il senso di inadeguatezza così profondo da portare ad ansia e panico.

domenica 12 giugno 2011

Kebab.

Piatto semplice ma ricco di tutti i nutrienti necessari ad una corretta alimentazione: ci sono i carboidrati, le proteine, le vitamine e se vogliamo anche qualche grasso!

INGREDIENTI

  • petto di pollo;
  • pane arabo per kebab;
  • spezie varie ( chiodi di garofano, timo, rosmarino, salvia, cannella, pepe, noce moscata, senape...);
  • sale q.b.;
  • insalata mista ( lattuga, canasta, ricciolina, rucola...);
  • pomodori;
  • ketchup;
  • maionese; 
  • patatine fritte;
  • sottaceti;
  • cipolle;
  • carciofini.
Prendete il petto di pollo e riducetelo a striscioline sottili ( tagliatelo preferibilmente nella stessa direzione delle striature della carne), mettetelo in una padella con tutte le spezie che desiderate e parte della cipolla, e fatelo rosolare bene con dell'olio extravergine d'oliva. Aggiustate di sale.
Una volta cotto il pollo, adagiatene una cucchiaiata al centro del pane arabo ( assomiglia ad una piadina ma è più morbido), poi aggiungete gli ingredienti che vi piacciono di più, per esempio: pollo, insalata, maionese e pomodori; oppure pollo, patatine, maionese, ketchup e cipolle crude; e così via.
Ora piegate l'estremità inferiore del pane, poi arrotolatelo lateralmente, in modo che si formi un semicono e il ripieno non possa uscire né lateralmente, né dal fondo del cono. Chiudete tutto con un stecchino sul fondo. Ora è pronto per essere addentato!
AISHA, AISHA, regarde moi...

Insalata di orzo perlato e gamberetti.

In questi giorni nel posto in cui lavoro si fa un gran parlare di cucina: con il caldo ed il cambiamento di stagione certi piatti, come le zuppe e gli stufati, ed in generale i piatti pesanti, grassi e untuosi diventano tabù perciò si cerca consiglio presso le amiche su cosa cucinare di fresco e leggero in questo periodo: non si può mangiare sempre prosciutto e melone!
Un'amica, Elia, mi ha consigliato questa ricetta che io ho eseguito, ovviamente, a modo mio!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

  • 300 g di orzo perlato;
  • 300 g di gamberetti, freschi o surgelati, purché sgusciati;
  • 2 coste di sedano;
  • olio extravergine di oliva;
  • sale grosso q.b.
  • facoltativi i pomodorini.
Prendete una pentola e mettetevi dell'acqua (de-arsenificata!) a bollire. Quando ha raggiunto il bollore buttateci l'orzo e i gamberetti a lessare per circa 20 minuti. Aggiungete all'acqua anche il sale grosso.
Trascorsi i 20 minuti scolate il tutto e lasciate raffreddare.
Nel frattempo lavate il sedano e tagliatelo a pezzettini piccoli.
In una terrina mettete l'orzo ed i gamberetti, poi il sedano ed infine abbondante olio d'oliva. Mescolate bene e, quindi, servite.
Se li gradite potete anche aggiungere i pomodorini ciliegini a spicchi.
Grazie Elia!

sabato 11 giugno 2011

Voglio un mondo...

Oggi voglio sfogarmi e al contempo raccontarvi qualcosa di me stessa. Oggi voglio gridare al mondo che non siamo soli, che insieme ce la possiamo fare, che insieme si può costruire un mondo migliore. Un mondo dove tutti hanno il loro posto, un mondo dove non c'è uno che sia più importante, più ricco, più influente di un altro. Tutti siamo importanti e tutti abbiamo diritto ad una vita dignitosa, tutti dobbiamo influire sulla vita e le decisioni di uno Stato e del Mondo. Tutti dobbiamo avere il diritto di manifestare il nostro dissenso, la nostra gioia, le nostre perplessità, insomma tutti dobbiamo partecipare alla vita del nostro pianeta. Nessuno deve essere né artefice, né spettatore, né vittima di un mondo ingiusto e iniquo, dove l'egoismo e il dio denaro decidono per tutti il nostro destino o la nostra posizione in una scala gerarchica: tutti siamo importanti e contribuiamo in misura uguale al benessere: non esisterebbe un imprenditore senza operai, non ci sarebbe medico senza pazienti, non ci sarebbero scuole senza alunni, non ci sarebbero istituzioni o figure istituzionali senza cittadini...
Voglio un mondo di diversi, ma uguali.
Voglio un mondo giusto, un mondo che non affami la maggior parte dei suoi abitanti e gonfi le tasche di pochi altri.
Voglio un mondo pulito, ove sia forte la coscienza ambientale.
Voglio un mondo che renda sicuro chi vi abita.
Voglio un mondo che non sia malato di avidità.
Voglio un mondo solidale, un mondo in cui i bambini, TUTTI ( dai bimbi brasiliani miniera d'oro del traffico di organi a quelli denutriti dell'Africa, a quelli che combattono in guerre civili, a quelli che lavorano in capannoni in medio ed estremo oriente) siano la cosa più importante da curare e salvaguardare e non che rappresentino solo un' icona per tutte quelle organizzazioni che ci speculano sopra.
Voglio lasciare in eredità a mio figlio un mondo migliore, un mondo che gli offra le possibilità che io non ho avuto, un mondo in cui possa esprimere il suo essere in maniera libera, un mondo in cui non abbia paura del futuro, in cui non sia vittima di ingiustizie e falsità.
Voglio un mondo che insegni a mio figlio che l'onestà e l'impegno sono i veri valori da premiare e condanni  l'arrivismo e la delinquenza in tutte le sue forme.
Voglio abitare in un mondo che sia coerente, ove quello che si dice di buono corrisponde a ciò che, poi, si cerca di realizzare.
Il mio piccolo mondo è improntato su questo: niente paura del diverso, niente odio verso il prossimo, niente disonestà, niente pregiudizi, ma solo coerenza e solidarietà.
Si dice che a una certa età si abbandonano i sogni di adolescente, i sogni di cambiamento e di ribellione, per crescere. Ebbene, se questo vuol dire mettere la testa  a posto e diventare adulti allora io sono rimasta una 18- enne che sogna un mondo diverso e che è convinta di poterlo cambiare, non voglio sentirmi impotente e frustrata perché la mia vita e quella dei miei cari non va come voglio. Voglio continuare a desiderare e a lottare per  un mondo in evoluzione e non voglio rassegnarmi ad un mondo che involve verso l'inciviltà e il predominio dell'uomo sull'uomo. Non voglio essere complice di un mondo in cui alcuni uomini, detentori di un potere, a mio avviso, illegittimo, sfruttano altri uomini e gli eventi solo per arricchirsi. Non voglio essere parte di un mondo senza scrupoli.
A volte ci si sente soli perché diversi, ma non lo siamo (soli)...né  diversi perché credo che l'ideale che ci accomuna tutti è proprio quello di un mondo differente da quello attuale... più simile al mio, anzi al NOSTRO.

martedì 7 giugno 2011

Lasagne con verdure e speck.

INGREDIENTI PER 6 PERSONE

  • 500 g di pasta sfoglia secca per lasagne;
  • 300 g di zucchine;
  • 300 g di carote;
  • 1 cipolla media;
  • 1 costa di sedano;
  • olio extravergine di oliva;
  • sale q.b.;
  • 50 g di burro;
  • 3 cucchiai di farina;
  • 500 ml di latte;
  • 250 g di mozzarella;
  • 300 g di speck a fettine sottili;
  • 2 cucchiai di pane grattato;
  • 4 cucchiai di parmigiano.
Lavate e mondate gli ortaggi, fatene dei cubetti e metteteli a cuocere in olio caldo in una padella dai bordi alti. Aggiustate di sale. Quando sono cotte le verdure mettete una parte del latte e frullate il tutto con il frullatore ad immersione; aggiungete, poi, il  burro e la farina, poi, pian piano, il resto del latte. Mescolate bene fino ad ottenere un composto cremoso. Spegnete il fuoco.
Prendete ora una teglia non molto grande ( circa 20 cm x 30 cm), mettete una noce di burro e un mestolo del composto. Coprite con la pasta per formare il primo strato della lasagna. Sopra mettete il composto uniformemente, dopodiché le fettine di speck fino a coprire tutto il fondo, sopra aggiungete una parte della mozzarella tagliata a pezzettini. Fate un altro strato di pasta e ripetete l'intera operazione per circa 4 volte. Lo strato esterno termina con il composto di verdure e la mozzarella, spolverizzatevi sopra un po' di parmigiano e di pan grattato per ottenere una crosta dorata.
Mettete in forno per circa mezz'ora a 180°C.

lunedì 6 giugno 2011

Il rosmarino ( rosmarinus officinalis).



E' un arbusto originario della zona mediterranea con foglie molto profumate . Viene anche chiamato ramerrino o ramerino ed il suo nome deriva dalle parole ros ( rugiada) e maris ( del mare). I suoi fiori, osservabili a primavera, sono di colore azzurro malva.
Il suo clima ideale è quello temperato e mite, ma può resistere anche a climi più rigidi purché ben riparato dal gelo e dal vento.
Le sue foglie sono lunghe fino a tre cm e larghe fino a tre mm; ha radici profonde e fibrose; i suoi fusti legnosi si sviluppano eretti. Può raggiungere altezze che vanno da 50 cm a tre metri.
Per svilupparsi ama le posizioni soleggiate o a mezz'ombra e non necessita di un terreno particolarmente ricco di nutrienti; si può coltivare anche in vaso purché l'acqua risulti ben drenata.
Il rosmarino si moltiplica facilmente per talea prendendone un rametto giovane e ponendolo a dimora, oppure si semina in aprile- maggio.
In estate, come difesa dal caldo e dall'aridità, la sua crescita si blocca (fenomeno dell'estivazione) La fase di fioritura e fruttificazione avviene, rispettivamente, in primavera e in tardo autunno.
Anche in inverno, anche se i rami mantengono le loro foglie, la crescita si arresta, ma i rametti possono essere colti durante tutto l'anno.

domenica 5 giugno 2011

Kwame N'Krumah (prima parte).


Nel 1909, in un piccolo villaggio dell'allora Costa d'Oro, quasi al confine con la Costa d'Avorio, nasce Kwame N' Krumah. Nasce all'insegna del colonialismo durante il quale l' Africa è terreno delle spartizioni tra i Paesi Europei. Ad eccezione dell'Etiopia tutto il continente è saldamente nelle mani degli imperialisti europei: gli imperi inglese, francese, olandese, belga e portoghese si estendono su tutti i continenti.
N' Krumah rimane nel suo piccolo villaggio di contadini, lontano da quello che accade nel mondo, fino ai 16 anni. Qui egli subisce l'influenza della sua famiglia, suo padre è un modesto artigiano orafo e la madre di Kwame ( una delle tante mogli del padre) è una piccola commerciante al minuto; e l'influenza di un prete cattolico che gli apre le porte dell' istruzione secondaria. Infatti egli termina i suoi studi ( tra il 1926 ed il 1935) ad Accra in due diverse scuole: Government Training College, dove prende il diploma di insegnante, e al seminario di Amissano. In queste scuole impara disciplina, rispetto, empirismo e obbedienza e a credere ciecamente nei valori educativi della madrepatria, a ispirarsi al modello delle sue istituzioni come al massimo della democrazia. In quegli anni viene raggiunto, per la prima volta, dall'eco dei movimenti per l'emancipazione della gente di colore che hanno la loro sede negli USA. Talmente colpito dalla realtà americana nel 1935 decide di trasferirsi, per continuare gli studi, in America. In quell'anno anche l'Etiopia cadrà vittima dell' imperialismo Europeo: le truppe di Mussolini la invadono.
In America N'Krumah rimane fino al 1945. Durante questo periodo egli si iscrive alla Lincoln University  ( unica università nera fondata per l'emancipazione degli afroamericani e gestita da protestanti) e impara a subire il razzismo e la segregazione razziale sulla sua pelle, ad arrangiarsi ogni giorno per conquistarsi il cibo e la possibilità di studiare. Lavora duramente come venditore ambulante di pesce, come muratore, come contabile, come cameriere e come operaio in una fabbrica di sapone. Si affilia alla più strane sette religiose per poter avere un pasto e dorme sul metro' perché non ha un letto. La sua vita di sottoproletariato però non lo tocca ed è convinto che sia per lui solo una fase transitoria. Non si chiede perché e se sia giusto vivere in quel modo, né si guarda intorno per vedere che anche altre persone vivono come lui e non gli viene il dubbio che forse è la società americana che non funziona.
Come studente universitario egli consegue diversi riconoscimenti: Bachelor of Arts in economia e sociologia; il diploma universitario con una tesi in teologia; si iscrive all' Università della Pennsylvania conseguendo il diploma in pedagogia; frequenta la facoltà di filosofia e ottiene il Master of Arts; si prepara per il dottorato in filosofia con una tesi sulla etnofilosofia.
Le letture che lo influenzano di più, in questo periodo sono quelle di Marx, Hegel, Lenin, Mazzini, ma subisce più di tutto il fascino di Marcus Garvey, uno degli ideologi e ispiratori del movimento panafricano negli anni '20 e '30.
La sua attività politica lo fa entrare in contatto con repubblicani, democratici, comunisti, trotzkisti, ma il suo unico scopo è di capire come funziona un'organizzazione politica.
Insieme ad un altro studente fonda l'Associazione degli studenti  africani d'America e del Canada ed anche il giornale ad essa collegato l' African Interpreter. 
Verso la fine del soggiorno americano scrive un saggio, pubblicato due anni dopo a Londra, Verso la libertà dal colonialismo. Il saggio , nonostante contenga un'analisi sullo sfruttamento coloniale e sulle sue vere ragioni economiche, sembra più un'esercitazione teorica giovanile che l'espressione di un vero convincimento politico.

venerdì 3 giugno 2011

Rainbow magicland.



Shock- the steam machine.

Cagliostro.


L'interno del Castello di Alfea.





Sul fondo si vedono sia Cagliostro ( costruzione gialla) che Mistyca (la torre in acciaio).

Vista di parte del parco, da Popsait.

In primo piano Poppalla, sullo sfondo il Castello di Alfea.

Sulla sinistra Poptower, mentre sulla destra in rosa il negozio Magic Station. In fondo, in azzurro,  Pixie river.


Il castello di Alfea visto dal sentiero di destra.


Ieri, 2 giugno, approfittando del giorno di festa e della bella giornata, calda, ma non troppo, io e la mia bella famigliola abbiamo deciso di visitare il nuovo parco divertimenti sito a Valmontone, il Rainbow Magicland.
Partendo da Fabrica di Roma abbiamo impiegato, in autostrada, circa un'ora e mezza e 5,20 euro circa di pedaggio. All'arrivo abbiamo scoperto che il parcheggio è gratuito e che le auto sostano sotto tettoie, quindi all'ombra, cosicché al ritorno a casa salendo in macchina non si entra in un forno, ma è gradevolmente fresca.
Su ogni tettoia sono montati i pannelli fotovoltaici che alimentano in toto il parco: la trovo una bellissima,  praticissima e conveniente idea da parte dei progettisti.
Fatta un po' di strada dal parcheggio si entra nel parco dove ci sono un numero imprecisato di casse per il ritiro dei biglietti: ieri, per la verità l'attesa è stata un po' lunga, ma niente che non possa essere superato senza stress, anche da chi, come me, ha il problema di tenere a bada un bimbo impaziente.
Il biglietto, che abbiamo pagato ridotto poiché alcune attrazioni del parco erano ancora chiuse ( circa quattro) costa normalmente 35 euro per gli adulti e 28 per i bimbi al di sopra del metro - come potete vedere anche sul sito del parco - noi abbiamo pagato l'ingresso 50 euro in tutto, poiché Leo l'hanno calcolato alto meno di un metro ( in realtà è 110 cm!): la ragazza alla cassa è stata gentilissima e quando stavamo per replicare: " Guardi che è più alto!" lei ci ha fatto segno di passare lo stesso. Inoltre ci ha dato, come al resto dei visitatori di ieri, due buoni sconto, di 10 euro l'uno, per ritornare entro novembre.
Comunque, dopo le casse c'è il vero ingresso al parco caratterizzato da una grandissima porta con due colonne enormi con sopra degli animali alati; ai due lati  fontane che zampillano.
Oltrepassata la porta si arriva ad una piazzetta, dove si trovano bar e negozi.
Poi si accede ad un viale che si dirama in due parti: i due sentieri costeggiano un fossato e formano un anello intorno a quest'ultimo.
Partendo dal sentiero a sinistra si trovano giochi come yucatan, simile al niagara di Mirabilandia, l'olandese volante, huntik, il teatro, il palatutto, attrazioni per temerari quali Mistyca e Cagliostro. Continuando troviamo il Castello di Alfea, poi, tutte raggruppate, troviamo le attrazioni per i più piccini: pixieville, le fontane danzanti ( ove i bimbi possono rinfrescarsi un po'), battelli radiocomandati, elforest, poprace, pixie river, ecc...  
Siamo rimasti piacevolmente impressionati dalla cura dei dettagli e dalla disposizione del parco: nel complesso è tutto molto bello e sembra davvero di vivere in una favola per un giorno. 
Peccato che manchino le aree pic- nic (almeno io non ne ho viste), anche se si possono utilizzare senza problemi i tavoli messi a disposizione dai bar all'interno, e la moltitudine di panchine dislocate in tutto il parco.
Nonostante i problemi riscontrati a causa di un'apertura un po', a mio parere, frettolosa( l'olandese volante si è bloccato più volte e così pure Ronnie, il ragnetto) e nonostante le file per i giochi, la giornata è stata piacevole ed è passata molto velocemente. Non abbiamo avuto modo di sperimentare tutto, anche perché l'orario di chiusura del parco rimane fissato per le 18 per tutto il mese di giugno, e quindi ci ritorneremo presto, magari dopo le ferie!
Se anche voi volete visitarlo ricordatevi di portare il costume per i vostri bimbi, servirà per le fontane danzanti!!!

La crudaiola.


Ormai la bella stagione è sempre più vicina ed è sempre più caldo, la voglia di cucinare piatti elaborati mi abbandona perciò metto in pratica ricettine veloci e fresche, come questa che sto per dirvi.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE:
  • pasta corta;
  • una decina di pomodorini ciliegini;
  • 3 spicchi d'aglio;
  • un bel po' di basilico;
  • olio extravergine di oliva;
  • parmigiano o pecorino, ma solo se vi piace.
Prendete una terrina e mettetevi i pomodorini ciliegini tagliati in quattro parti; l'aglio tagliato a pezzettini piccolini; il basilico ridotto a striscioline sottili. Aggiungete abbondante olio al condimento.
Lessate la pasta che più vi piace poi scolatela e versatela nella terrina. Mescolate il tutto.
La pasta è buona anche condita così, ma potete modificarne il sapore aggiungendo parmigiano o pecorino a piacere.